Congratulazioni a Vittoria Rocchetti per il primo posto nella sezione prosa del concorso letterario e artistico promosso dalla Scuola Professionale Galdus!

Il tema scelto, “L’imperfezione e la speranza”, ispirato a John Cage, ha invitato tutti a trasformare fragilità ed errori in nuove possibilità di rinascita e ispirazione, per sé e per gli altri.

Non si tratta solo di un concorso: è un’esperienza che insegna a guardare oltre i limiti, a riconoscere opportunità dove altri vedono ostacoli e a scorgere la scintilla della rinascita dentro ogni imperfezione.

Un percorso di fiducia nel futuro e nella cultura.

Vittoria ci ha permesso di pubblicare un estratto del suo lavoro che con un pizzico di orgoglio riportiamo:

Imperfezione indossa un abito di cartapesta dai bordi bruciati, bruciati dalle fiamme dell’accendino di tutti coloro che la ripudiano, la opprimono, la soffocano. Ogni bruciatura racconta un giudizio, una parola di troppo, uno sguardo che l’ha fatta sentire inappropriata. Cammina a piedi nudi sulla cenere: i suoi passi sono leggeri e fragili, ma lasciano impronte che nessuno nota. Ha lunghi capelli ricci dorati che le coprono il volto pallido; dietro quei fili di luce si nasconde uno sguardo intriso di emozioni e trascuratezza. Il suo volto è gonfio, segnato da battaglie invisibili e da un corpo che lotta con se stesso. Il suo sorriso illumina ciò che la circonda senza pretendere di essere notato. È magra e grassa insieme, un corpo in bilico tra eccesso e assenza, come se dentro di lei convivessero troppi pensieri, troppa fame, troppa paura. Bellissima, ma inconsapevole di esserlo. Trascina dietro di sé un velo pesante di aspettative disilluse, uno strascico tanto lungo e pesante da impedirle di muoversi. Imperfezione non ha voce. È muta. E forse, nel suo silenzio, trova l’unico modo per non farsi ferire ancora.

Grazie, Vittoria.